mercoledì 13 dicembre 2006

Ricordi la movida?

Erano gli anni ’80. Alla tetra compostezza di quella dittatura feroce e clericale che fu il franchismo gli (allora) giovani spagnoli reagirono suonando, dipingendo, riprendendo, festeggiando, drogandosi, creando, festeggiando, festeggiando e festeggiando.

Il centro di tutto era la movida madrilena. Almodovar era un ragazzetto cinefilo, i Radio futura strimpellavano in cantina, Kiko Veneno scopriva che con la chitarra oltre al flamenco si poteva suonare il blues, i giovani socialisti di Siviglia guidati Felipe González facevano del Psoe il partito egemone della sinistra spagnola.
Adesso, uno è regista da oscar, gli altri si sono sciolti e fanno tante cose, Kiko continua a suonare e Felipe pota bonsai e disegna gioielli.
Così va la vita. Ma invece di lamentarsi che la movida sia finita nei musei meglio godersi le tracce di quegli anni dissipati, vitali e creativi.
Grafica, sculture, dipinti, fotografia, riviste, moda, copertine di dischi, concerti, proiezioni, tavole rotonde. Tanti autori, troppi per nominarli, andate a vedere e basta, se siete a Madrid.

La Movida: Artes plásticas alla Sala Alcalá 31. Consejería de Cultura y Deportes fino al 21 gennaio, gratis. Programma.
(immagini: Guillermo Pérez Villalta, Escena. Personajes a la salida de un concierto de rock, 1979, olio su lenzuolo, 250 x 180 cm; Pedro Almodóvar. Locandina per il film La legge del desiderio, 1986. Disegno: Ceesepe; Beachcouture)

lunedì 11 dicembre 2006

Capitan Trueno e il ministro della Giustizia

In Italia lo conoscono solo pochi appassionati di fumetti, in Spagna è amato da cinquant’anni.
Capitan Trueno, creato nel 1956 da Victor Alcazar (Victor Mora) e Ambros (Miguer Ambrosio Zaragoza), ha appassionato gli spagnoli ingrigiti dal franchismo con le sue avventure e il suo idealismo.

Ricco, sapiente e guerriero, l’eroe sceglie di levare la sua spada per proteggere i poveri e liberare gli oppressi, percorrendo in lungo e in largo un XII secolo dove non manca anche una vena magica e fantastica.

Capitan Trueno ha ottenuto un enorme successo popolare combattendo per la libertà e la giustizia, sempre in paesi stranieri, però, per aggirare la censura del regime - come ha raccontato lo stesso Mora - risultando gradito anche a Franco quando l'eroe proteggeva le frontiere spagnole dalle orde di Gengis Khan.

In occasione del 50°, viene pubblicato un volume, in edizione limitata e numerata che raccoglie quattro avventure nell’originale formato striscia mai ristampate dal 1956, Chandra, el usurpador y otras aventuras, Ediciones B.

Alla presentazione del libro era presente, oltre al 75enne Mora, un entusiasta Fernando López Aguilar, ministro della Giustizia del governo Zapatero, che ne ha scritto la prefazione. Il ministro ha appassionatamente ricordato il “suo” Capitan Trueno: «Non un personaggio reazionario della Spagna franchista ma tutto il contrario: un esiliato, contro i tiranni e a fianco degli oppressi».

López Aguilar - che si è prodotto anche in un abile disegnetto dell’amato personaggio (a lato) - vicino a Zapatero da anni, è il prossimo candidato alle elezioni regionali delle Canarie, mandato da Zapatero a conquistare il governo autonomico.

Il fatto che sia già certa la sua candidatura ma continui a esercitare come ministro, come la legge gli consente fino all’aprile 2007, gli ha attirato l’accusa del Pp e dei nazionalisti di Caolición Canaria di aver fomentato l’azione della magistratura in uno scandalo di corruzione che coinvolge il sindaco di Santa Cruze de Tenerife.

Zapatero non ha nessuna fretta di sostituire un pezzo chiave dell’esecutivo ma per il ministro la posizione comincia a diventare scomoda. Anche l’autorevole El País, sabato scorso, ha sentenziato: «Per ingiuste che siano le critiche, è arrivato il momento che López Aguilar accetti la difficoltà di rendere compatibile la doppia funzione di ministro e di candidato regionale e comprenda che, come la moglie di Cesare, non gli basta essere onorato».

Per tornare all’eroe di carta, ribadiamo che è una colonna della cultura popolare spagnola, protagonista anche di numerosi romanzi, di molte pubblicità, in procinto di sbarcare sul grande schermo con una produzione internazionale e protagonista di uno dei migliori giochi elettronici della storia - a detta delle fonti web - peraltro prodotto da una software house spagnola, la Dinamic.
Era il 1990, girava su Amstrad, Spectrum e Amiga e ne fecero anche una versione Ms-Dos. Naturalmente scaricabile.

mercoledì 6 dicembre 2006

Ciao Rosabianca

Oggi è il sei dicembre.




Le tue uniche immagini le ho trovate su Teche Rai.
Qui sei con: Mario Brusa, Vittoria Lottero, Laura Panti, (tu,) Franco Vaccaro. In radio, nel 1977, Telemachia.


Qui con Emilio Cappuccio (che ti tocca il braccio), Gianni Casalino, Mariella Furgiuele, (tu), Marzia Ubaldi. Sempre in radio, nel 1976, Il pipistrello.

Tu sei Rosabianca Scerrino, mia madre. E oggi sarebbe il tuo compleanno.
Auguri. Ti amo.

(mi scusi il gentile pubblico il fatto privato)

Cultivo una rosa blanca
En julio como en enero
Para el amigo sincero
Que me da su mano franca


Y para el cruel que me arranca
El corazón con que vivo
Cardo ni ortiga cultivo
cultivo una rosa blanca


José Martí (La Habana, 1853 - Dos Ríos, 1895), 1891.

lunedì 4 dicembre 2006

Il processo di pace a un bivio

Arrestati i presunti autori del robo de las pistolas.

La polizia francese ha arrestato nei pressi di Tolosa, in Francia, i presunti autori del furto di oltre 350 armi da fuoco, avvenuto a Nimes lo scorso ottobre. Le detenzioni di tre presunti etarras sono avvenute mercoledì 29 novembre, in un’operazione svolta in stretto contatto, e su indicazione, delle forze di polizia spagnole.
Altri tre etarras sono stati arrestati domenica nel corso di una altra operazione del tutto distinta dalla prima.

Il robo de las pistolas ha costituito un macigno posto dall’Eta sulla strada del difficile tentativo negoziale intrapreso dal governo spagnolo. Una evidente contraddizione dei paletti posti dal governo per arrivare a un dialogo diretto, ossia la cessazione di ogni attività militare in un periodo congruo a verificare la disponibilità al dialogo fatta con la dichiarazione del cessate il fuoco permanente, annunciata dall’organizzazione terrorista il 22 marzo scorso.

Cessazione non solo degli attentati dinamitardi – non avvengono omicidi da tre anni e mezzo – ma anche delle azioni di autofinanziamento, le rapine e l’imposizione della “imposta rivoluzionaria”, e militari in genere, come l’approvvigionamento di armi e esplosivi.
Una contraddizione che si aggiunge a altre, come la ripresa della kale borroka, la lotta di strada, con gli assalti a bancomat, edifici pubblici, sedi di partito e case del popolo.
Ma il robo de las pistolas è stato un chiaro segnale al governo che l’Eta è disposta a rompere la tregua indefinita e il tentativo di impostare un negoziato, non essendo evidentemente le pistole che mancano all’organizzazione.
L’Eta attribuisce al governo il rallentamento del processo, perché non farebbe passi che insinua sarebbero anche stati concordati in riunioni segrete. In particolare, nell’ultimo Zutabe dell’Eta, come vengono chiamati i comunicati periodici dell’organizzazione, emesso lo stesso giorno degli arresti, il riacutizzarsi della kale borroka viene segnalato come conseguenza della mancata interruzione dell’attività giudiziaria e repressiva in atto nei confronti della sinistra abertzale – l’estrema sinistra nazionalista rappresentata dal partito Batsuna, reso illegale perché ritenuto braccio politico dell’Eta.

Il principale punto debole di questo tentativo di impostare una soluzione negoziata risiede probabilmente nella divisione dei partiti democratici, con la decisa contrarietà del Partido popular che accusa il governo di resa di fronte al terrorismo e di indebolimento della lotta antiterrorista.
Il governo viene accusato contemporaneamente dal Partido popular – e da una parte della stampa - di fare concessioni ai terroristi e, dai terroristi, di mettere in pericolo il processo perché non ne fa.
La reazione al robo da parte del governo è stata prima verbale, con la conferma che finché la tregua non sarà rispettata non si aprirà nessun negoziato e che nessuna concessione verrà fatta previamente all’apertura della trattativa diretta, poi poliziesca.
Il governo ha voluto lanciare il messaggio che non solo è in grado di riattivare le operazioni di polizia in qualsiasi momento ma anche che non ha abbassato la guardia, che l’organizzazione è controllata e infiltrata - gli arrestati erano da mesi controllati dagli investigatori: una vera prova di forza nei confronti dell’Eta, della quale l’operazione ha di passaggio smantellato parte della struttura logistica in Francia scampata agli altri duri colpi inferti di recente dalle operazioni congiunte franco-spagnole.
Un messaggio rivolto sia all’Eta che ai critici del processo, a smentire le tesi secondo le quali l’Eta starebbe approfittando della diminuita pressione poliziesca per riorganizzarsi, testimoniando come il controllo delle forze di sicurezza sia sempre alto, dato che.
Ma le operazioni di polizia lancia anche un altro messaggio alla banda: che il governo è disposto a rompere.

Si tratta di una decisa inversione di tendenza dopo che le posizioni ufficiali, pur ammettendo il sostanziale stallo in atto, hanno sempre confermato l’intenzione del governo di tenere in piedi il tentativo, malgrado le difficoltà.
I detrattori di Zapatero potranno ora dire che è tanto incapace da non sapere neanche arrendersi all’Eta.
Ma non c’è molto da scherzare perché il tentativo di impostare un dialogo diretto si trova davanti al suo primo bivio. Rompere o continuare.

(immagini: 1 - Goya, Kronos; 2, 3, 4 - Goya, Gli orrori della guerra)

Bamako'05 al Cccb

Il continente (in bianco e) nero (e a colori)

Ogni due anni nella capitale del Mali si tengono gli incontri di fotografia africana.

Un appuntamento, giunto alla sua sesta edizione, che è uno dei più importanti eventi artistici africani e fa il punto della fotografia nel continente. Ambito particolarmente attivo nel panorama creativo africano contemporaneo.
Eppure, malgrado la vicinanza geografica, risulta impossibile a quegli artisti giungere fino a noi.

A riprova che fra le sponde del mediterraneo ormai si muovono solo merci, materie prime e mercanti di uomini.

È la terza volta che il Cccb costruisce un ponte di collegamento e apre una finestra europea sugli incontri di Balako.

Balako ’05.
Otro mundo.
, raccoglie oltre 300 foto dall’ultimo appuntamento tenutosi nel novembre- dicembre 2005.

Per chi non si fosse trovato a passare allora in Mali, Bcn è molto più vicina.

Centre de Cultura Contemporània de Barcelona, fino al 28 gennaio 2007, ingresso gratuito.



(foto: 1(c)Mikael Subotzky - docce prigione Pollsmur; 2(c)Nadia Ferroukhi - Algeri 2000; 3(c)Bruno Hadjih - Damasco '02-'03; 4(c)James Iroha Uchechukwu - teste di bue in fiamme)

domenica 3 dicembre 2006

Gego al Macba


Al Macba di Barcellona, fino al 15 gennaio, le opere di Gego, nata a Amburgo nel 1912 come Gertrud Goldschmidt.

Venezuelana dal 1939 è considerata, con le brasiliane Lygia Clark e Mira Shendel, la più importante artista donna latinoamericana della seconda metà del XX secolo.


Delle tre però è quella che, per insondabili motivi, è praticamente sconosciuta in Europa.


Questa mostra è quindi l'opportunità di conoscere le sue opere, composte da linee e intersezioni nello spazio, insieme a definirlo e incorniciarlo, attraverso strutture geometriche che divengono forme organiche.

Escena ContemporÁnea 2006

Dal 30 gennaio al 26 febbraio si tiene a Madrid la VI edizione di Escena ContemporÁnea.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è la diffusione dei lavori più legati alla cultura contemporanea più sperimentale nelle sue tendenze più innovative, partendo dalla azione e dalla visione performativa dei creatori. Rispondendo così alla necessità di diffondere e emostrare i nuovi linguaggi e la loro interrelazione.

Oltre le intenzioni, aspettatevi artisti giovani, internazionali che utilizzano molteplici e diversi linguaggi sempre varcandone le linee di confine.



Programma




(via e foto tbs.com.es)