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sabato 13 gennaio 2007

La Spagna contro l'Eta

Massiccia partecipazione popolare alle manifestazioni contro l'Eta di Madrid e di Bilbao. Malgrado la defezione del Pp e dell'Avt.

Le prime cronache raccontano di centinaia di migliaia di persone, 80 mila a Bilbao, secondo la polizia, mentre su Madrid ancora non ci sono cifre ufficiali.


Non si sono ascoltati slogan contro il Pp ma molti appoggiavano il governo Zapatero nella politica antiterrorista.






Poche ore prima dell'inizio della manifestazione i promotori, una rete di associazioni di ecuadoriani residenti in Spagna, hanno rivolto un altro appello all'unità dei partiti politici, invitando il Pp ad aderire.

Il segretario popolare Angel Acebes ha accusato la manifestazione di essere «non contro l'Eta, ma contro il Pp».

[foto: 1), 3) Madrid; 2) Bilbao; 4) cittadini ecuadoriani di Madrid]

venerdì 12 gennaio 2007

Divisi, contro il terrorismo

La Spagna manifesta a Madrid e Bilbao contro il terrorismo e in solidarietà delle due vittime della bomba di Barajas. Ma divisa.

Domani alle 18 a Madrid si terrà la manifestazione contro il terrorismo dell’Eta.
Una risposta alla rottura del cessate il fuoco compiuta dai terroristi con l’attentato dell’aeroporto di Barajas.

La manifestazione, appoggiata dai sindacati, è stata convocata dalle associazioni ecuadoriane spagnole in memoria delle due vittime della bomba, i cittadini spagnoli di origine ecuadoriana Diego Armando Estacio e Carlos Antonio Palate.

Si conferma la divisione, sempre più profonda, tra i partiti democratici, col Pp che nei primi incontri con le associazioni ha dimostrato la sua disponibilità ad aderire alla manifestazione, per poi scegliere di farsi da parte e di avversarla.

Gli organizzatori (che nel loro manifesto chiedono ai partiti di smetterla con le divisioni davanti al terrorismo) hanno accettato di modificare lo slogan della manifestazione, «Per la pace, contro il terrorismo», aggiungendo «Per la libertà», come richiesto dal Pp. Naturalmente non è bastato e il Pp è giunto a chiedere l'annullamento della convocazione e ha fatto di tutto per boicottarla.

Il comune di Madrid, retto dalla “aznarista” Esperanza Aguirre, ha fomentato la nascita di un’associazione fantasma che ne raggruppa altre cinque, appositamente fondate o finora praticamente inattive, di cittadini ecuadoriani spagnoli che rifiutano la manifestazione. Funzionari del comune hanno poi dato ordine alle sue squadre della nettezza urbana di ripulire i muri dai manifesti della convocazione.

Mentre il Pp attaccava in tutti i modi la manifestazione e i suoi convocatori, dai microfoni de La Cope, l’emittente radiofonica della Conferenza episcopale, il conduttore Federico Jiménez Losantos, portatore delle più estreme posizioni conservatrici del Pp, è giunto a minacciare i circa 327 mila ecuadoriani residenti in Spagna, ricordandogli che in maggioranza risiedono in tre Comunità autonome governate dal Pp. Il ricatto ha ottenuto solo che il dirigente di uno dei cinque gruppi "fantasma" facesse sapere alla stampa che avrebbero partecipato alla manifestazione assieme alla sua famiglia «a titolo personale». L'aspettativa è che la partecipazione della comunità ecuadoriana sia massiccia.

Anche la Avt (Associazione vittime del terrorismo), che rappresenta tremila delle circa 15 mila fra vittime e parenti esistenti in Spagna, ha duramente attaccato la manifestazione, rifiutandosi di aderire. Sono otto invece le altre associazioni di vittime del terrorismo che hanno dato la loro adesione.

Stesse divisioni per la manifestazione di Pamplona, organizzata dal governo basco, alla quale non parteciperanno i popolari né Batasuna. L’aggiunta della frase «Esigiamo dall’Eta la fine della violenza», allo slogan iniziale «Per la pace e il dialogo», ha permesso l’adesione dei socialisti baschi. Sempre più marginalizzata è Batasuna, sotto il fuoco delle critiche per non aver condannato l’attentato di Barajas.

Per la prima volta i popolari si rifiutano di partecipare a manifestazioni unitarie contro il terrorismo dell’Eta, segnando così il punto più basso della divisione tra i partiti democratici rispetto ai terroristi dell’Eta, che ha marcato tutto il tentativo attuale di impostare un processo di dialogo che conduca all’abbandono delle armi e alla fine della violenza da parte dell’Eta.

Un problema, quello dell’attuale linea politica dei vertici popolari, sempre maggiore per la Spagna. Nella quale quella si configura non è più la divisione tra partiti “costituzionalisti” (Pp e Psoe) e “non costituzionalisti” (nazionalisti baschi e catalani) ma quella tra chi rifiuta la violenza e chi non la rifiuta. Un passaggio importante nel contesto della questione territoriale spagnola, dal quale il Pp ha scelto di restare fuori.

[foto: 1) omaggio alle vittime nell'aeroporto; 2) parenti di una delle vittime alla partenza del feretro per l'Ecuador; 3) Zapatero sul luogo dell'attentato; 4) quel che resta del parcheggio del terminal 4]

domenica 31 dicembre 2006

Regalo di fine anno dell'Eta: bomba sul processo di pace

L’Eta torna agli attentati con una bomba al parcheggio del terminal 4 dell’aeroporto di Barajas a Madrid.

È il primo attentato da nove mesi e sancisce la rottura del cessate il fuoco permanente dichiarato dall’Eta il 22 marzo scorso. L’ordigno era di grande potenza e ha distrutto tre dei quattro piani del parcheggio.

Ben tre telefonate avevano avvertito dell’esplosione, luogo, ora e targa e tipo della vettura bomba, il che aveva permesso ai servizi di sicurezza di far scattare le contromisure, malgrado le quali 19 persone sono state ferite lievemente, in maggioranza agenti di polizia, e due, di nazionalità ecuadoriana, risultano disperse. La stampa cita fonti investigative secondo le quali il telefonista era molto nervoso e si era dimenticato di dire la targa dell’auto e di rivendicare l’attentato a nome dell’Eta, motivo delle ripetute telefonate.

Questo è il regalo di fine anno dell'Eta agli spagnoli, che negli utlimi sondaggi avevano espresso le loro preoccupazioni sulla sorte del processo di pace riportando il terrorismo in testa alle principali preoccupazioni per il Paese.

Il presidente del governo, José Luis Rodríguez Zapatero, ha interrotto ogni contatto e negoziato con l’Eta, dichiarando l’attentato incompatibile col dialogo e giudicandolo «il passo più sbagliato e inutile che abbiano fatto i terroristi».
Il segretario del Pp Mariano Rajoy ha invitato il governo a cessare ogni tentativo di accordo con l’Eta, mentre il portavoce della disciolta Batasuna, Arnaldo Otegi ha dichiarato che «il processo di soluzione del conflitto non è rotto».

L’attentato ha colto di sorpresa governo e forze politiche.
L’Eta ha sfidato Zapatero ma non si capisce quale senso politico abbia quest’attentato, che rischia di seppellire per sempre il tentativo di arrivare a una soluzione negoziata. Soprattutto se i due dispersi dovessero ritrovarsi senza vita.

Per la prima volta l’Eta interrompe una tregua senza dichiararlo prima con un comunicato.
Inusuale, poi, è la dinamica di reperimento del furgone nel quale è stato posto l’ordigno. Il proprietario, uno spagnolo, era stato sequestrato in Francia assieme al veicolo il 27 e rilasciato il 30. Finora operazioni simili erano state compiute sempre poche ore prima degli attentati.
L’attentato arriva poi a 15 giorni dal primo incontro informale tra rappresentanti del governo e dell’Eta che, pur senza significativi passi avanti, confermava l’intenzione di proseguire il tentativo di dialogo.

Il ministro dell’Interno, Alfredo Pérez Rubalcaba, il primo a intervenire, ha detto che «non aveva nessun indizio dell’attentato», riconoscendo come un errore l’idea che l’azione dell’Eta risponda a criteri razionali.

I nemici del processo di pace gongolano mentre il Paese assiste deluso a quella che può rappresentare la distruzione della speranza che si fosse finalmente sul cammino giusto per chiudere col terrorismo.

Una galleria fotografica dell'attentato (da El País) la trovate qui

mercoledì 13 dicembre 2006

Ricordi la movida?

Erano gli anni ’80. Alla tetra compostezza di quella dittatura feroce e clericale che fu il franchismo gli (allora) giovani spagnoli reagirono suonando, dipingendo, riprendendo, festeggiando, drogandosi, creando, festeggiando, festeggiando e festeggiando.

Il centro di tutto era la movida madrilena. Almodovar era un ragazzetto cinefilo, i Radio futura strimpellavano in cantina, Kiko Veneno scopriva che con la chitarra oltre al flamenco si poteva suonare il blues, i giovani socialisti di Siviglia guidati Felipe González facevano del Psoe il partito egemone della sinistra spagnola.
Adesso, uno è regista da oscar, gli altri si sono sciolti e fanno tante cose, Kiko continua a suonare e Felipe pota bonsai e disegna gioielli.
Così va la vita. Ma invece di lamentarsi che la movida sia finita nei musei meglio godersi le tracce di quegli anni dissipati, vitali e creativi.
Grafica, sculture, dipinti, fotografia, riviste, moda, copertine di dischi, concerti, proiezioni, tavole rotonde. Tanti autori, troppi per nominarli, andate a vedere e basta, se siete a Madrid.

La Movida: Artes plásticas alla Sala Alcalá 31. Consejería de Cultura y Deportes fino al 21 gennaio, gratis. Programma.
(immagini: Guillermo Pérez Villalta, Escena. Personajes a la salida de un concierto de rock, 1979, olio su lenzuolo, 250 x 180 cm; Pedro Almodóvar. Locandina per il film La legge del desiderio, 1986. Disegno: Ceesepe; Beachcouture)

lunedì 11 dicembre 2006

Capitan Trueno e il ministro della Giustizia

In Italia lo conoscono solo pochi appassionati di fumetti, in Spagna è amato da cinquant’anni.
Capitan Trueno, creato nel 1956 da Victor Alcazar (Victor Mora) e Ambros (Miguer Ambrosio Zaragoza), ha appassionato gli spagnoli ingrigiti dal franchismo con le sue avventure e il suo idealismo.

Ricco, sapiente e guerriero, l’eroe sceglie di levare la sua spada per proteggere i poveri e liberare gli oppressi, percorrendo in lungo e in largo un XII secolo dove non manca anche una vena magica e fantastica.

Capitan Trueno ha ottenuto un enorme successo popolare combattendo per la libertà e la giustizia, sempre in paesi stranieri, però, per aggirare la censura del regime - come ha raccontato lo stesso Mora - risultando gradito anche a Franco quando l'eroe proteggeva le frontiere spagnole dalle orde di Gengis Khan.

In occasione del 50°, viene pubblicato un volume, in edizione limitata e numerata che raccoglie quattro avventure nell’originale formato striscia mai ristampate dal 1956, Chandra, el usurpador y otras aventuras, Ediciones B.

Alla presentazione del libro era presente, oltre al 75enne Mora, un entusiasta Fernando López Aguilar, ministro della Giustizia del governo Zapatero, che ne ha scritto la prefazione. Il ministro ha appassionatamente ricordato il “suo” Capitan Trueno: «Non un personaggio reazionario della Spagna franchista ma tutto il contrario: un esiliato, contro i tiranni e a fianco degli oppressi».

López Aguilar - che si è prodotto anche in un abile disegnetto dell’amato personaggio (a lato) - vicino a Zapatero da anni, è il prossimo candidato alle elezioni regionali delle Canarie, mandato da Zapatero a conquistare il governo autonomico.

Il fatto che sia già certa la sua candidatura ma continui a esercitare come ministro, come la legge gli consente fino all’aprile 2007, gli ha attirato l’accusa del Pp e dei nazionalisti di Caolición Canaria di aver fomentato l’azione della magistratura in uno scandalo di corruzione che coinvolge il sindaco di Santa Cruze de Tenerife.

Zapatero non ha nessuna fretta di sostituire un pezzo chiave dell’esecutivo ma per il ministro la posizione comincia a diventare scomoda. Anche l’autorevole El País, sabato scorso, ha sentenziato: «Per ingiuste che siano le critiche, è arrivato il momento che López Aguilar accetti la difficoltà di rendere compatibile la doppia funzione di ministro e di candidato regionale e comprenda che, come la moglie di Cesare, non gli basta essere onorato».

Per tornare all’eroe di carta, ribadiamo che è una colonna della cultura popolare spagnola, protagonista anche di numerosi romanzi, di molte pubblicità, in procinto di sbarcare sul grande schermo con una produzione internazionale e protagonista di uno dei migliori giochi elettronici della storia - a detta delle fonti web - peraltro prodotto da una software house spagnola, la Dinamic.
Era il 1990, girava su Amstrad, Spectrum e Amiga e ne fecero anche una versione Ms-Dos. Naturalmente scaricabile.

domenica 3 dicembre 2006

Escena ContemporÁnea 2006

Dal 30 gennaio al 26 febbraio si tiene a Madrid la VI edizione di Escena ContemporÁnea.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è la diffusione dei lavori più legati alla cultura contemporanea più sperimentale nelle sue tendenze più innovative, partendo dalla azione e dalla visione performativa dei creatori. Rispondendo così alla necessità di diffondere e emostrare i nuovi linguaggi e la loro interrelazione.

Oltre le intenzioni, aspettatevi artisti giovani, internazionali che utilizzano molteplici e diversi linguaggi sempre varcandone le linee di confine.



Programma




(via e foto tbs.com.es)

giovedì 23 novembre 2006

Il Campus della Giustizia di Norman Foster a Madrid



I primi due edifici del Campus della Giustizia progettati dall’architetto britannico Norman Foster all’interno della nuova città giudiziaria madrilena cominceranno a essere costruiti in gennaio e costeranno tra i 100 e i 125 milioni di euro.
Lo ha annunciato il vice presidente della Comunità di Madrid, Alfredo Prada, che ha ppresentato i progetti definitivi degli edifici che accoglieranno il Tribunale Superiore di Giustizia e l’Udienza Nazionale.
I due edifici occuperanno una superficie di quasi 71 mila metri quadri e saranno improntati al risparmio energetico, grazie al loro orientamento rispetto al sole e all’utilizzo di tecnologie d’avanguardia.
Inserita in un parco di oltre 300 mila metri quadri, la futura città giudiziaria sarà completata, secondo le previsioni, nel 2011.

martedì 21 novembre 2006

Pop, Jazz, Bang!



Per chi si trovasse in giro nella Penisola - quella Iberica, naturalmente – o meditasse di andarci a breve, qualche data imprescindibile per chi ama la musica.

Cominciamo con uno dei più attesi appuntamenti del XXIII Festival Jazz di Madrid. Stasera suona l’HERBIE HANCOCK QUINTET (foto bn), fate un po’ voi. E c‘è anche il Laïka Fatien Quintet.

In tour ci sono poi (vivamente consigliati).

CAMERA OBSCURA (Pop etereo e languido dalla Scozia):
18, Albacete (Divino); 19, Valencia (Loco); 21, Madrid (Radio 3); 23, Granada (Planta Baja); 24, Málaga (Teatro Cervantes).

LADYBUG TRANSISTOR (Psichedelia pop incantatrice e seduttiva):
21, Huelva (Universidad); 22, Linares (El Pequeño Saltamontes); 23, Sevilla(Chicote) 24, Granada (Sugarpop).

MAGIC NUMBERS +PETER, BJORN AND JOHN e altri (Gloria Hippy allo stile di Mamas and Papas, Abba e altre meraviglie floreali):
22, Madrid (Joy Eslava), 23, Valencia (Cormorán); 24, Barcelona (Razz-2).

E poi, lo anticipiamo ma ci ritorneremo, arrivano gli YO LA TENGO (foto).
Questa gioia del rock indipendente niuiorchino sarà con certezza il 2 dicembre al La Riviera di Madrid. Roba da coordinarci le date del biglietto aereo.

Signore e signori, Miguel Sebastián!


Era stato nominato candidato del Psoe a sindaco di Madrid a conclusione di uno psicodramma che aveva attraversato il Psoe.
Per contrastare l’attuale sindaco del Pp, il fortissimo Alberto Ruiz-Gallardón, si era fatto prima il nome della vice-presidente del governo, María Teresa Fernández de la Vega; poi per giorni è rimasta pendente la richiesta ufficiale di Zapatero a José Bono - ex ministro della difesa e avversario sconfitto nella corsa alla segreteria del congresso del 2000 – che dopo aver detto nì, si è deciso per il no; alla fine Zapatero lo ha spinto nell’arena presentandolo personalmente.
Ma da allora Miguel Sebastián - 49 anni, il consigliere economico più vicino a Zapatero nella segreteria e nel governo - non si era ancora manifestato al mondo nelle sue vesti di candidato, attirando le ironie della stampa di centro destra sul «candidato invisibile», predestinato alla sconfitta.
Sebastián ha atteso l’investitura ufficiale dell’esecutivo del Partito socialista madrileno, avvenuta sabato scorso, per iniziare la sua corsa alla carica di primo cittadino della capitale, con un intervista alla radio Cadena Ser.
Attaccando sui temi economici, «il debito di Madrid cresce di 60 euro al secondo», e sulle grandi opere che flagellano la capitale, «con Gallardón i lavori non finiranno mai».
Ne ha di strada da fare il candidato del Psoe, ex direttore del Servizio studi del BBVA e professore dell’Università Complutense di Madrid.
Gallardón, ex presidente della Comunità autonoma di Madrid, il distretto della capitale, e dal 1999 sindaco della città, non sembra avere rivali.
Il tutto è un cruccio enorme per il Psoe, che ha sfaccettature inattese.
Conquistare Madrid sarebbe un grande risultato ma vorrebbe anche dire indebolire Gallardón nel Pp. L’attuale sindaco di Madrid rappresenta la punta di diamante di quei dirigenti del Pp che scalpitano per sostituire la vecchia guardia di Aznar che ancora domina il partito. Un avvicendamento per Zapatero necessario. Per attuare il programma di riforme e il dialogo con l’Eta, il governo ha assolutamente bisogno che il Pp sia un interlocutore attendibile che si misura con questi temi con senso dello Stato. Una sconfitta di Gallardón, rafforzerebbe gli aznaristi. Una sua vittoria, non gli impedirebbe, nel caso di una seconda grave sconfitta del Pp nelle elezioni del 2008, di muovere l’attacco alla segreteria del Pp.
La sconfitta annunciata sarebbe quindi un male sopportabile nel medio periodo per Zapatero. Posto che tutto vada come deve andare, che il dialogo con l’Eta non diventi un boomerang e che il Pp non tiri fuori un asso dalla manica – come la candidatura di Rodrigo Rato, ex ministro economico e attuale direttore dell’Fmi – per le prossime elezioni generali.